La canzone è finita, ma la musica risuona ancora. [Nel segno della pecora]

Leggere un libro di Murakami è come entrare a vivere il sogno di qualcun altro.

Uscirne è sempre difficile, e mi lascia sempre disorientata.

Come il protagonista di questo libro (di cui, come quasi sempre, non è dato sapere il nome) a un certo punto ci si trova davanti a uno specchio. E ci si rende conto, con un brivido, di essere l’unico essere vivente. O almeno di esserlo in questa realtà.

Così mi ha lasciato questo libro, semiscossa, ancora con una lacrima piccola sulla punta delle ciglia, senza sapere neanche io perché fosse lì.

Un giovane agente pubblicitario, abbandonato dalla moglie che lo trova «noioso», vede sconvolta la sua rassicurante monotonia da un compito bizzarro e quasi impossibile che gli viene affidato da un losco individuo: deve ritrovare una pecora. Ha poco tempo e non può rifiutare. Unico indizio: la pecora ha una macchia a forma di stella sulla schiena. Inizia cosí un’avventura lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale, accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali.

 

 

 

Nel segno della pecora è il primo romanzo che sia stato tradotto in Italia, e dopo una prima traduzione per Longanesi fatta dall’inglese, è approdato a Einaudi con la traduzione diretta dal giapponese.

E in questo primo (ma terzo romanzo) tutta la forza onirica di Murakami irrompe sulla scena occidentale. Un Giappone in parte misterioso, in parte quasi conosciuto, in parte praticamente frutto della sua immaginazione, si delinea nelle sue parole. E pagina dopo pagina, ti convince di vivere in quel mondo. Quello in cui un uomo qualsiasi viene dominato da una pecora, fa grandi cose, e poi finisce a esser schiavo di un aneurisma.

Quello in cui la ricerca di tale pecora è più importante di tutto il resto.

Con la promessa di Einaudi di veder tradotti, entro il 2016, i due libri precedenti, questo libro ha tutto quello che per me è Murakami: la realtà, il sogno, il surreale, e una buona dose di cibi, giapponesi e non, accompagnati dalla musica, quella jazz soprattutto.

E a questo libro manca qualcosa, le fasi precedenti. Che pur non essendo fondamentali, incuriosiscono il lettore.

4 stelle. Meritatissime.

Titolo: Nel segno della pecora

Autore: Haruki Murakami

Traduttore: Antonietta Pastore

Edizione: Super ET, Einaudi, Paperback, 2013

 

 

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2 pensieri su “La canzone è finita, ma la musica risuona ancora. [Nel segno della pecora]

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