“È bella come una bottiglia di Coca-Cola piena di latte.” [La Fata Carabina]

La fata carabina è il secondo romanzo del ciclo Malaussène, e appena finito di leggerlo la mia esclamazione è stata “Ma io adoro Pennac!”

…e la sua famiglia Malaussène, tutta stramba, tutti con le loro particolarità, tutti strani a loro modo, ma tutti indiscutibilmente stupendi. Perfetti nelle loro imperfezioni, bellissimi e adorabili con i loro difetti, ma soprattutto con i loro grandi slanci e affetti.

Malaussène ha cambiato mestiere. No, in realtà fa sempre il capro espiatorio, ma in un altro posto. Il che non migliora la sua condizione personale visto che, con una madre che scappa col primo uomo che capita perché presa dalla passione, e tanti fratelli da mantenere, è costretto a fare un mestiere per cui è portato ma che lo rende inquieto e a volte triste.

Svelare qualcosa della trama, come per Il paradiso degli orchi, è impossibile, rischierei di dir troppo.

Voglio solo crogiolarmi nel mio amore per Pennac. Chi è capace di scrivere un noir, dalle tinte crude e forti e farti ridere mentre lo leggi? Non sorridere amaramente, ma proprio sghignazzare!

“Julie Corrençon è stata drogata prima di venire depontata.”

“Depontata?”

“Un neologismo che mi concedo, Signore, in analogia con il verbo defenestrare.”

“Non so se posso consentire simili audacie nel mio reparto, Pastor.”

“Forse preferirebbe inchiattata, Signore?”

Roba di ordinaria amministrazione con i Malaussène, con Rabdomant, e con l’allegra brigata che fa da quadro, da contorno e da protagonista in questo romanzo.

E sì, ora è difficile leggere qualcos’altro, di diverso. Ma mi tengo il ciclo Malaussène per i momenti peggiori.

Gli darei 10 stelle!

Intenta ad attraversare la strada con tutta la circospezione dovuta all’età avanzata, una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38, prende la mira e fa secco un giovane commissario di polizia… È proprio attorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorellina di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno un avvenire diverso, vecchietti vittime e vecchietti assassini. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati accaniti consumatori di stupefacenti? E perché se non li fa fuori la droga, vengono uccisi uno dopo l’altro con i sistemi più brutali? A tutte queste domande risponderà ovviamente Benjamin, ritenuto come al solito, in un primo momento, il principale indiziato.

Titolo: La fata carabina

Autore: Daniel Pennac

Traduttore: Yasmina Mélaouah

Edizione: Universale Economica Feltrinelli, formato kindle, 2011

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