In punta di piedi, l’infanzia se ne andò. Il silenzio si chiuse come un chiavistello. [Il dio delle piccole cose]

Riuscissi a beccare un libro allegro e divertente ultimamente.

E invece niente. Ho preso questo credendo di trovarci un po’ di serenità, ma a quanto pare anche le pagine che mi accompagnano in questo periodo di sereno non hanno niente.

Il dio delle piccole cose è un libro difficile. A volte lento e complicato, in cui si rimane invischiati in continui salti temporali, per i quali è difficile tirare le fila.

Fino a quando i fatti iniziano a tessere la trama, che si dipana chiara sotto i tuoi occhi e sempre più terribile.

Se all’inizio hai idea che i protagonisti saranno tre o forse quattro, dopo un po’ ti rendi conto di quanto ogni singolo personaggio, anche quello di cui viene appena accennato qualcosa, sia tremendamente utile ai fini della trama, della conclusione.

E non ci credi, non ci vuoi credere. Ma lo sai che è quello l’unico modo in cui può finire.

Perché è un romanzo, ma parla di vita vera.

Di India, negli anni ’70, di caste e di Intoccabili.

E i romanzi, quelli che parlano di Vita, non possono che finire come la vita. Che quando sfida la Storia, le si deve piegare e rispondere ad ogni comando.

Non sarei in grado di parlare di questo libro senza tener conto del grande scombussolamento che porta. Soprattutto perché sei totalmente impotente di fronte al dipanarsi degli eventi, al crollo della trama, a ciò che succede. Puoi solo, osservatore lettore, guardare come tutto finisce, come le bolle di sapone esplodono, come i colori sgargianti e vivaci a nulla servono, neanche a coprire la bruttezza.

India, fine anni Sessanta: Amnu, figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l’innaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel, il libro ci racconta una grande storia d’amore che entra in conflitto con le convenzioni.

Titolo: Il dio delle piccole cose

Autore: Arundhati Roy 

Traduttore: Chiara Gabutti

Edizione: Paperback, TEA, 2001

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