…e vissero tutti felici e contenti.

Sì, ci sono andata.

Sì, ero in mezzo ai bambini.

E no, non me ne vergogno.

Cenerentola non è neanche una delle mie principesse preferite. Ma quando ti mettono Kenneth Branagh alla regia e Richard Madden a fare il principe, non puoi non fare il biglietto e andare a vederlo.

La scelta registica e di sceneggiatura è ben precisa e molto valida: si parte dalla famiglia felice, di tutte quelle esistenti la più felice. Ella, la madre e il padre.

In un certo senso è quasi crudele vedere Ella così felice e poi vederla trasformarsi pian piano in Cenerentola.

La trama è quella, e c’è poco da dire.

Ma è il film in quanto tale che ha dei punti di forza talmente marcati da meritare tanti occhi a stella  e cuoricini a nastri.

Cate Blanchett è una matrigna meravigliosa, cattiva, perfida, bellissima e con un guardaroba quasi invidiabile, se si avesse il suo fisico per indossarlo. Una matrigna che viene quasi analizzata “da dentro”, diventa quasi umana, ma mai simpatica.

Richard Madden è il principe Azzurro. Devo aggiungere altro? Devo?

Le musiche, i richiami continui al cartone animato, i colori, le coreografie perfette dei balli sono una magia, unica e d’altri tempi.

I tagli, le riprese, i primi piani e i paesaggi accentuano la fiaba, il dramma, come fosse una tragedia di Shakespeare.

Lily James è un nì. Non so se mi piace, fisicamente è carina, quasi una bambola, ma quelle sopracciglia… Però ha l’aria innocente e dolce, quasi indifesa, e come Cenerentola è l’ideale.

Helena Bonham Carter è un no! La sua tata mancina… ehm, fata madrina ha troppo della Regina Rossa di Alice e di Madame Thenardier, per poter essere benevola e dolce come la Smemorina del cartone animato.

Nonostante non ci siano le canzoni, se non canticchiate, i topolini accennino solo qualche parola, gli uccellini non aiutino Cenerentola a vestirsi, il film è magico, capace di far tornare bambini anche i più grandi, di farti credere che sì, si può vivere sul serio felice e contento. Con l’amore e la gentilezza.

Vorresti non finisse mai, neanche dopo il matrimonio. Neanche dopo aver capito che “vissero felici e contenti”.

Due note finali: la testa di Topolino nella porta di casa di Cenerentola l’ho vista solo io?

E… Branagh… Se dirigesse la ricetta degli spaghetti al pomodoro, guarderei anche quello, e forse ci piangerei anche.

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