La bambina e il sognatore

Sì, lo so. È una vita che non scrivo qualcosa, e sono ancora piuttosto indecisa di riuscire a finire di scrivere questo.

Non sono stata in sciopero con le letture, sono stata un po’ lenta, è stato difficile trovare un libro adatto a me, qualcosa che toccasse le corde giuste in un momento in cui mi mancava il tempo di farlo.

Fino ad arrivare a Malvaldi, che ha dato una bella scossa alla mia libreria (e al portafoglio, ma lasciamo stare).

Poi finalmente, dopo averlo comprato mesi fa in un’offerta lampo, ho deciso di leggere La bambina e il sognatore, di quella che posso definire la mia scrittrice preferita, Dacia Maraini.

E non mi ha deluso neanche stavolta, letta e divorata in 2 giorni.

Una donna che sa parlare di donne e per le donne, che in questo libro decide di raccontare un tema un po’ ostico e difficile, come quello della violenza, di genere soprattutto, ma concentrandosi sulla violenza sulle bambine. Ma lo fa da un punto di vista nuovo, quello di un uomo, un maestro delle elementari che tratta i suoi piccoli studenti come adulti, affronta con loro temi difficili e a volte pericolosi per le proteste che suscita nei genitori.

E questa è la prima novità che mi ha destabilizzato, salvo accorgermi che, forse, solo un uomo, il sognatore del titolo, avrebbe potuto affrontare un tema così difficile con questa leggerezza d’animo (la leggerezza di Calvino, non la superficialità).

La seconda novità è che, la Maraini, di solito pragmatica, in questo libro si lascia andare a qualcosa di “soprannaturale”, a tutta una serie di coincidenze che vengono svelate pian piano ma  mai chiarite. Come a dire che solo chi crede veramente nei sogni può trovare il modo per affrontare la realtà. Una realtà cruda, a tratti fosca, ma che lascia spazio a un lieto fine “inaspettato”.

O almeno, io non mi aspettavo la conclusione. Forse troppo assuefatta dalla cronaca nera che ti investe, tuo malgrado.

È una Maraini diversa, ma non per questo meno bella.

E in un certo senso, è lei che mi fa tornare sempre a casa.

4 stelle. Per la leggerezza Calviniana nel non farmi inorridire per tutto ciò che succede, che può succedere e non viene fermato.

27791361Ci sono sogni capaci di metterci a nudo. Sono schegge impazzite, che ci svelano una realtà a cui è impossibile sottrarsi. Lo capisce appena apre gli occhi, il maestro Nani Sapienza: la bambina che lo ha visitato nel sonno non gli è apparsa per caso. Camminava nella nebbia con un’andatura da papera, come la sua Martina. Poi si è girata a mostrargli il viso ed è svanita, un cappottino rosso inghiottito da un vortice di uccelli bianchi. Ma non era, ne è certo, sua figlia, portata via anni prima da una malattia crudele e oggi ferita ancora viva sulla sua pelle di padre. E quando quella mattina la radio annuncia la scomparsa della piccola Lucia, uscita di casa con un cappotto rosso e mai più rientrata, Nani si convince di aver visto in sogno proprio lei. Le coincidenze non esistono, e in un attimo si fanno prova, indizio. È così che Nani contagia l’intera cittadina di S., immobile provincia italiana, con la sua ossessione per Lucia. E per primi i suoi alunni, una quarta elementare mai sazia dei racconti meravigliosi del maestro: è con la seduzione delle storie, motore del suo insegnamento, che accende la fantasia dei ragazzi e li porta a ragionare come e meglio dei grandi. Perché Nani sa essere insieme maestro e padre, e la ricerca di Lucia diventa presto una ricerca di sé, che lo costringerà a ridisegnare i confini di un passato incapace di lasciarsi dimenticare. Con questo romanzo potente, illuminato per la prima volta da un’intensa voce maschile, Dacia Maraini ci guida al cuore di una paternità negata, scoprendo i chiaroscuri di un sentimento che non ha mai smesso di essere una terra selvaggia e inesplorata.

 

Titolo: La bambina e il sognatore

Autore: Dacia Maraini

Edizione: Rizzoli, Kindle Edition, 2015