Finché non cammini per un po’ nelle scarpe di un altro, non sai quanto facciano male.

Ci sono momenti in cui, quando diventi grande, quando diventi adulto, ti fermi a pensare alla tua vita, guardi il passato e inevitabilmente fai il paragone con chi ti circonda.

E di solito, perdi. Perché quando fai un paragone tendi sempre a prendere come riferimento chi, per un motivo o per un altro, ha fatto più di te.

Ma qualche volta, vinci. Solitamente tutte quelle volte che inizi a guardare non solo i risultati visibili che hai ottenuto, ma anche tutti i passi avanti che hai fatto rispetto a te stesso. Tutte le volte che sei caduto e ti sei rialzato. Tutte le volte in cui hai guardato in faccia i tuoi problemi e non li hai fatti vincere, non gli hai dato vantaggi. Tutte le volte in cui hai imparato qualcosa di più su di te, su chi ti circondava. Tutte le volte in cui hai imparato cosa vuol dire fiducia, affetto, amore, e anche cattiveria.

E allora, forse, il bilancio non è così male. Perché è vero, la meta è importante. Ma quanto è importante anche il cammino, il viaggio, le tappe?

Domande, domande, domande. C’è chi dice che i 30 anni sono il giro di boa, a me, con i miei soliti tempi dilatati, c’è voluto un po’ di più. Ma alla fine, che giro di boa sia.

Che per la prima volta, oltre le domande, ho anche qualche risposta.

Solo che a mettere ordine nella propria vita ci si fa più fatica che a mettere in ordine la libreria.

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