Non tutte le persone che ami ti lasceranno [Padri e figlie]

Partiamo da un presupposto: non amo troppo Gabriele Muccino come regista.

Sono quindi andata poco convinta del film, ma convinta di piangere un bel po’, perché se c’è una cosa che Muccino riesce a fare è essere lacrimevole al punto giusto, e dolce amaro.

Sono tornata poco convinta del film (ma meno di quanto mi aspettassi) e con solo poche lacrime versate. E legate alle lacrime di una piccola Kylie Rogers (alla prima volta sullo schermo, e tanti complimenti).

Il tema del film è qualcosa di già visto, già trattato e forse un po’ abusato.

Chi in fondo non ha avuto problemi con le figure di un genitore, o magari di entrambi?

Questo film però racconta tutt’altra storia. Racconta un amore. Quello vero, quello puro, tra una bambina e il suo papà. Il primo nella vita di ogni donna, e se burrascoso a volte anche l’ultimo.

Di sicuro quello che rappresenta poi lo specchio di ogni altro rapporto futuro.

Sul rapporto che ci ha dato la vita, basiamo ogni altra relazione, amorosa o meno che sia.

Il film cade un po’ nel cliché dell’autodistruzione, e dell’amore che salva. Vero è che trovare una persona con cui essere sé stessi non è da tutti giorni, tantomeno trovare qualcuno a cui non importa del passato perché l’importante è adesso.

E allora alla fine qual è il vero cliché? L’amore che salva, o credere che non lo possa fare da un giorno all’altro?

È un film che mi ha lasciata un po’ perplessa, un film che ha i suoi pregi ma anche tanti difetti. Di struttura e di trama, prima di tutto, ma anche di spessore dei personaggi. Nel tentativo di essere completi e quadrimensionali, vengono ridotti in alcuni passaggi ad essere piatti, quasi scontati nei loro comportamenti.

E se mi aspettavo un film dolceamaro, e ho trovato un film dolciastro, il retrogusto che è rimasto non è del tutto spiacevole.

Russell Crowe si conferma un grande attore, la Seyfried mi lascia sempre un po’ senza parole, ma tant’è, non se la cava per niente male.

Jane Fonda brilla, anche con le sue mini-apparizioni.

Due appunti: sul serio Jovanotti? Sul serio?!
E che doppiaggio hanno fatto ad Aaron Paul? È quasi agghiacciante!

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