Manuali sì, manuali no.

Quando frequentavo il liceo, sognavo (sì, credo sia il termine giusto) di poter scrivere.

Ho sempre usato la scrittura per raccontare un mondo, quello che vedevo, nel mio modo di vedere, ma anche e soprattutto quello che avevo dentro.

Poi, chissà perché, ho lasciato che questo sogno venisse fagocitato da… boh, forse la vita di tutti i giorni, la concretezza di chi mi circondava, o delle persone di cui credevo di potermi fidare.

Da un po’ di tempo, avere quest’angolo di scrittura per me, mi ha fatto tornare voglia di scrivere. Ma (e qui viene il bello) mi sono accorta di essermi svuotata dentro. Di non riuscire a mettere nero su bianco quel mondo che prima mi sembrava così chiaro.

Si può imparare a scrivere? O re-imparare a farlo?

E i manuali di scrittura (primo quello di Carver, ma anche quello della Gotham Writers) possono servire allo scopo?

E… quanta paura fa una pagina bianca?

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4 pensieri su “Manuali sì, manuali no.

  1. Emanuele ha detto:

    I racconti di Carver sono l’esempio.
    Poi ognuno trova il suo stile. Confronta un racconto di Calvino, Poe e Carver. Io sto leggendo “Consigli a un giovane scrittore” di Vincenzo Cerami. Non è un manuale, spiega la scrittura e l’approccio alla creazione. Per scrivere una storia devi inserire il tempo. E il tempo lo traghettano i personaggi.
    Ė una notte di quelle che il sonno non arriva. Passavo di qui per Hector Horeau. Qui dormono tutti.

  2. Ho letto anche io il libro di Cerami, e ne ho altri da consigliarti : Il Libro delle Idee per la scrittura, di Jack Heffron ; Scrivere un Romanzo, di Donna Levin; e uno dei fondamentali e classici tra i manuali : Elementi di Stile nella Scrittura di William Strunk jr. Poi, l’imperdibile On Writing di Stephen King, metà autobiografia, metà prontuario. Se vuoi altri consigli e stimoli puoi rivolgerti alla splendida iniziativa NaNoWriMo, sigla che sta per National Novel Writing Month, partita dall’america e diffusasi poi in tutto il mondo. Troverai una sezione anche italiana. Non ti dirò di più su questa cosa, vai su google, e fatti trascinare nella pazzia da questo bianconiglio di parole scritte XD Ora, la cosa fondamentale : se ti piace scrivere, ma ti senti bloccata e svuotata, leggi. Leggi tanto, di tutto, anche generi che di solito ignori. Estrapola dal tuo quotidiano, osserva e ascolta con attenzione, reinventa ciò che ti capita, pensa, di continuo : what if … ? E porta con te un taccuino, non importa che sia Moleskine, basta che sia tuo, e riempilo di qualsiasi cosa ti venga in mente. Poi siediti alla scrivania, con una penna, o davanti alla tastiera, e non alzarti finchè non hai buttato giù almeno una pagina. Scrivi, non importa se ti sembrerà uno schifo quello che ti esce, è normale… Hemingway diceva sempre : The first draft of anything is shit. XD Scrivere è l’unico modo per battere la Pagina Bianca.

    • Ecco, mettiamola così.
      On Writing è già andato, così come le lezioni americane di Calvino.
      Leggo… Ogni cosa che mi trovo davanti. Anche quello che non rientra nei miei canoni. E il taccuino… Ne ho riempiti tre. :)

      Il problema è proprio… Rendere in parole giuste ciò che penso. Prima mi veniva più facile. :) ero più soddisfatta di quello che usciva da quella pagina bianca.

      Grazie per i suggerimenti cmq.

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