La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. [Kitchen]

“Non c’è posto al mondo che non ami di più della cucina…” Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, Kitchen. È un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la grande trovata di Banana è che la famiglia si possa, non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista Yūichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio assai fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei manga.

Gli autori giapponesi hanno una leggerezza nel raccontare anche le cose più gravi e serie, che ti aiuta a recuperare un minimo di serenità e a volte ti aiuta a cambiare prospettiva.

Questo libro di Banana Yoshimoto racchiude tre racconti, Kitchen, Plenilunio e Moonlight Shadow, e tutti e tre parlano di perdita, di lutto e di mancanza.

Nel primo, la protagonista perde la madre. Nel terzo il fidanzato.

Il secondo è la continuazione del primo e non voglio anticipare niente.

Quello che mi colpisce, della Yoshimoto, come di Murakami, è la facilità con cui affrontano questi argomenti, ne parlano, li analizzano, e li lasciano andare, senza in alcun modo turbare il lettore, o affaticarlo.

Come se fossero leggeri come piume, nonostante la pesantezza della mancanza.

Questo libro della Yoshimoto è solo la conferma di quanto la cultura e la realtà del Sol Levante siano lontani da noi. O di quanto noi siamo lontani da loro nell’essere… vivi.

4 stelle. E un senso di leggerezza che spero di portarmi addosso per un po’.

Titolo: Kitchen

Autore: Banana Yoshimoto

Traduttore: Giorgio Amitrano

Edizione: Universale economica Feltrinelli, Paperback, 1997

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2 pensieri su “La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. [Kitchen]

  1. Mi piacciono le recensioni così, che ti rivelano le sensazioni provate, e quelle rimaste durante e dopo la lettura. Il sentire del libro. Se prima ero vagamente incuriosita da Yoshimoto e Murakami, adesso non vedo l’ora di prenderli in mano ! Grazie.

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