Dillo a parole tue. Se i tuoi occhi potessero parlare, cosa direbbero? [Storia di una ladra di libri]

Io alcuni film li guardo attraverso un velo di lacrime.

Tipo questo.

E dire che mi avevano anche avvisato…

La storia è quella che tutti conosciamo, ma stavolta la prospettiva è interessante: siamo in Germania, in una famiglia tedesca, non una famiglia ebrea che viene deportata, dei campi di concentramento non vediamo nulla, della deportazione vediamo quanto basta.

Scuole con le bandiere naziste, inni nazionali e del partito, gerarchi ed esercito sempre più allo sbando man mano che la guerra va avanti.

Ma questa Storia fa solo da sfondo alla storia personale di Liesel, ragazzina che perde il fratello durante un viaggio in treno, e che viene abbandonata dalla madre perché comunista e costretta a lasciare la Germania.

Trova una famiglia “adottiva” con un padre un po’ sulle nuvole (Goeffrey Rush che io penso seriamente di amare, ormai) e una madre brontolona (“fatta di tuono”, la descriverà Liesel, interpretata da una Emily Watson straordinaria), trova un amico, Rudy, che si innamora del suo caratterino.

E poi c’è Max, un ebreo, che la nuova famiglia di Liesel nasconde sotto la cantina.

Ma è una storia di libri, di amore per i libri. Liesel li “ruba”, un po’ come Robin Hood, però, non li ruba per lei, li ruba per condividerli, per farli diventare di tutti.

E completa la sua formazione ed educazione con l’esempio delle persone che la circondano e con le parole dei suoi libri, le fa sue. Diventano parte della sua vita e del suo modo di essere. E diventano la sua arma contro gli orrori della guerra intorno.

Sotto i bombardamenti il “padre” ha la fisarmonica, e lei ha le parole.

Lati positivi: un certo aspetto fiabesco che, pur non negando la “stupidità” di una guerra mondiale, riesce a rendere poetica l’idea di aver da salvare le persone ma anche alcune “cose”.

Lati negativi: il doppiaggio. La voce che guida la narrazione sembra sempre notevolmente ironica, il doppiaggio dei bambini scade un po’ nel ridicolo. Che fine hanno fatto i doppiaggi che ci facevano esser fieri del nostro cinema?

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3 pensieri su “Dillo a parole tue. Se i tuoi occhi potessero parlare, cosa direbbero? [Storia di una ladra di libri]

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