Di inaugurazioni e folle oceaniche

Ieri a Lecce ha inaugurato la Feltrinelli. Una libreria su due piani, con lo spazio caffetteria.

Fin qui, tutto nella norma. Forse qualcosa a cui una città come Lecce non è ancora abituata, ma nulla di rivoluzionario.

L’inaugurazione di un nuovo locale porta con sé tanta gente. Tanta. Una folla assurda, tanto da dover scaglionare gli ingressi per poter far entrare tutti.

Folla che si assiepa intorno agli scaffali, folla che si mette in fila alla cassa con i libri.

Folla che è disposta a fare 10 minuti di fila fuori e un quarto d’ora alla cassa per comprare… una gomma per cancellare a forma di arachide.

Una gomma per cancellare a forma di arachide.

Ora, a parte il fatto che ovviamente essere presenti all’inaugurazione di una libreria nuova in città, fa tanto figo e soprattutto intellettuale, quando senti in libreria, in mezzo alla folla, un “ehi, guarda, c’è anche questo libro”, non ti resta che prendere la porta e uscire.

Perché leggere abitualmente non si può fare, “a che serve leggere?”, ma andare a farsi vedere durante un’inaugurazione è necessario.

Detto tra noi, in una città in cui esiste una libreria Mondadori, una Feltrinelli Point, e tante librerie indipendenti, anche un po’ di nicchia, ma funzionanti in questo periodo di crisi, era necessaria una libreria come la Feltrinelli e il suo caffè?

foto_3_23foto: Leccesette.it

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