La vita è un lancio di monetina. [22/11/63]

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle – e follemente possibile: impedire l’assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un’anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l’amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

 

Sì, l’ho divorato. Se penso al fatto che sono stata praticamente ferma per 10 giorni, l’ho letteralmente divorato.

E ho le mille teorie, i mille pensieri legati a quell’episodio spartiacque che mi si affastellano e affollano in testa.

Chi dice che King non abbia niente da dire nei suoi romanzi, dovrebbe leggere questo.

Chi dice che la sua non sia letteratura, dovrebbe fare un viaggio nel suo “buco del coniglio”.

Chi non capisce quanto quest’uomo sia talentuoso, dovrebbe mordersi la lingua e chiudere la bocca.

La trama della storia, non solo del romanzo, ma proprio della storia, quella che troviamo sui nostri libri, si intesse piano e lentamente, si dispiega in un romanzo lungo e complesso, in cui ogni pagina ti spinge verso la successiva, alla ricerca di… una fine. Quella che speri.

E che non sarà.

Perché il tempo è cosa fragile e delicata, e manipolarlo ha spesso tante e tali conseguenze, che non solo non si possono prevedere, ma che probabilmente non è neanche il caso di analizzare.

Per rispondere a una domanda che mi è stata fatta su twitter (e la risposta potrebbe contenere spoiler):

No, non credo che l’idea di fondo sia che l’uccisione di Kennedy sia stata la cosa migliore, e che non ucciderlo sarebbe stato peggio.

Credo che il messaggio sia di stare attenti a “giocare” con il passato o a fare ipotesi sulla storia.

Si dice spesso che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”. Ed è sicuramente vero.

Ma trovo sia anche molto vero che la storia è fragile. E dovrebbe insegnarci qualcosa. Semplicemente forse, noi siamo troppo ottusi per capire, e pensiamo che basti poter tornare indietro, e cambiare quell’avvenimento, perché tutto sia diverso.

Senza considerare che diverso non è quasi mai meglio.

Per dirla alla Gandalf: “dobbiamo decidere cosa fare del tempo che ci è stato concesso”, pensando anche che sì, siamo piccole gocce. ma che siamo soprattutto parte di una corrente, che scorre, che trascina, che distrugge, ma che può fare la differenza.

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6 pensieri su “La vita è un lancio di monetina. [22/11/63]

  1. Di King ho letto nell’ ordine:

    Cell
    Joyland
    Christine la macchina infernale
    22/11/’63
    The Dome

    Sono state tutte e 5 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Ciò che apprezzo di più di Stephen King é l’ empatia che riesce a creare tra il lettore e i personaggi del romanzo. Ad esempio, mentre leggevo 22/11/’63 mi affezionavo profondamente non soltanto al protagonista, ma anche ai personaggi di contorno (Sadie certo, ma anche gli alunni di Jake). E’ davvero un’ abilità non comune.
    Sono perfettamente d’ accordo quando scrivi che diverso non é quasi mai meglio. Questo perché fondamentalmente sono un conservatore a oltranza, fosse per me non cambierebbe mai nulla.
    Per dirti di quanto sono radicale in questa mia posizione, ti dirò che per me già spostare un libro da uno scaffale a un altro é un cambiamento che mi indispone: sono anni che sta lì, io so che quando lo cerco lo troverò in quello scaffale, se lo cambio di posto é il caos.
    Ecco, io il cambiamento lo vedo così, come un caos, un ciclone che spezza gli equilibri da me faticosamente costruiti.
    Visto che abbiamo dei gusti letterari in comune, spero che questo mio post ti dia degli spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. : )

    • Intanto… Aggiungo il tuo blog perché è interessante.
      E poi… Sto per avere un attacco di panico. Pur avendo letto tanto negli ultimi anni (in realtà io ho letto tanto, sempre), dei libri che hai messo nella tua lista, non solo ne ho letti pochi, ma ne conosco ancora meno.

      E io che pensavo di non riaprire la mia lista d’attesa dei libri. Povera illusa. :)

      • L’ obiettivo del mio post era proprio questo: portare all’ attenzione dei miei lettori alcuni libri e autori di cui magari non avevano mai sentito parlare. Grazie mille per la risposta, il follow (ricambiato) e i complimenti (ricambiati anche quelli)! : )

    • Guarda, se non s’offende il Re… :)

      Credo che sia più complesso dello “sliding doors”. Anche se con i viaggi nel tempo alla fin fine, i fenomeni finiscono per assomigliarsi tutti. :)

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