Ebbro? Intendi sbronzo? Ovvio che sono sbronzo. Sono le quattro del mattino. [La versione di Barney]

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pause, a photo by NymeriaStark2012 on Flickr.

No, non l’ho finito. Ma mancano solo 10 pagine e farò un’eccezione.

Ho trovato questo libro molto affascinante. L’idea di entrare nei ricordi di Barney Panofsky esattamente come entro nei miei, in maniera confusionaria, con digressioni continue, flashback e ricordi che riaffiorano mentre si parla d’altro.

A una prima lettura, quella delle prime pagine, può sembrare un libro fuori fase, qualcosa che non si riesce a leggere, ma poi… Ecco che capisci Barney, quello che in fondo il passato lo rimpiange sul serio, che rimpiange la sua Miriam, rimpiange i suoi “bambini”.

Quello che ama i suoi figli, e al quale piace sentirsi dire: “Papà perché non vieni da me per un po’?”

Quello che ha bisogno di un percorso che parte dal cucchiaio per mangiare la minestra per poter arrivare a ricordare autori e libri.

Sì, Barney ha qualcosa di speciale. E non hai bisogno di leggere tutto il libro per capirlo.

Ne consiglio la lettura? Sì, decisamente. Anche in momenti in cui si ha poca concentrazione per una storia.

Tocca alla tua testa fare i collegamenti giusti nei suoi ricordi. Quindi puoi, per il tempo della lettura, dimenticare i tuoi pensieri e i tuoi di ricordi. E questo ha qualcosa di catartico.

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7 pensieri su “Ebbro? Intendi sbronzo? Ovvio che sono sbronzo. Sono le quattro del mattino. [La versione di Barney]

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