Chiunque ha le capacità per eccellere almeno in una cosa (La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Murakami)

Per una che conosce a memoria il film della Disney, quello di Burton e i libri di Carroll, vedere un libro come quello di Murakami sullo scaffale della libreria è quasi una calamita.

 In una piccola e spettrale città chiusa dentro mura che la separano dal resto del mondo, vivono abitanti privi dell’ombra e dei sentimenti, tranquilli al riparo di ogni emozione. Tra di loro, un nuovo arrivato ha il compito di leggere “i vecchi sogni” nel teschio degli unicorni, unici animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita, di un’altra possibile dimensione. In parallelo, in un’asettica disumana e futuribile Tokyo, un uomo sarà coinvolto da uno scienziato tanto geniale quanto sconsiderato in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafore delle paure che agitano la coscienza di tutti. Ed è proprio lì, nel buio fondo della mente, che si troverà la chiave dell’enigma, la soluzione del mistero che lega i personaggi dei due mondi, che sono in realtà l’uno il riflesso dell’altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, il passaggio in entrambi i sensi, o il viaggio sarà senza ritorno?

 

La prima cosa che capisci, leggendo Murakami, è che non sarà facile. 

Perché ti trascina in un mondo reale ma fantastico, di una fantasia onirica che ti rapisce e ti cattura, ma che ti lascia con qualcosa di indefinito, che ti lascia mille domande già mentre lo leggi.

Non dico nulla sulla trama perché sarebbe difficile non far trapelare nulla.

Dico solo che ho capito il perché di questo titolo a pagina 360. E su 500 pagine, mi sembra piuttosto “avanti” nella narrazione.

A differenza della Yoshimoto, che ti trasporta in un Giappone fatto di calma e di sensazioni, il Giappone di Murakami è confuso ma chiaro, nuovo ma antico, oriente ma anche occidente con il suo parlare di Bob Dylan e delle canzoni anni ’70.

Si parla di ombre, di cuore, e quella che è la fine del mondo, potrebbe non essere così male come si immagina.

Il fantasy qui si trova solo nell’esistenza degli unicorni (e non spoilero nulla, è in copertina), il resto è qualcosa che è vicino al confine del fantasy, ma stranamente vicino al nostro mondo reale, qualcosa che non è difficile che accada sul serio un giorno o l’altro: l’uomo come macchina e la macchina come uomo.

Una lettura da fare? Assolutamente sì.

Perché è un fantasy come non si legge facilmente, è un romanzo d’amore di un amore quasi assoluto, è un romanzo che viaggia nella coscienza, e nell’incoscienza.

 

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7 pensieri su “Chiunque ha le capacità per eccellere almeno in una cosa (La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Murakami)

  1. Di Murakami ho letto nell’ ordine:

    A sud del confine, a ovest del sole
    Dance dance dance
    La ragazza dello Sputnik
    L’ uccello che girava le viti del mondo

    Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.

  2. Io adoro Murakami!
    Ho letto Norwegian Wood,Kafka sulla spiaggia,After Dark,1Q84 e ora sto leggendo 1Q84 libro 3.
    Non so se tu li hai già letti perchè sul tuo goodreads non hai aggiunto libri precedenti alla tua inscrizione.
    Ho ancora da leggere in casa questo qui(La fine del mondo) in versione cartacea,e 2 altri presi dalla biblioteca(A sud del confine, a ovest del sole e Dance dance dance),più La ragazza dello Sputnik versione ebook.
    Da quelli che ho già letto,a parte After Dark te li consiglierei tutti :-)

    • Sto aggiornando Goodreads. :)
      Murakami ha esordito con questo libro per me, ma credo di volerli leggere tutti.
      Sono un po’ indecisa sul prossimo. Sono indecisa tra Kafka sulla spiaggia e Nel segno della pecora. :)

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