Quando arrivi all’ultima pagina di un libro.

Credevo di averci ormai fatto l’abitudine. In fondo una lettrice compulsiva come me dovrebbe saperlo che tutti i libri finiscono, che l’ultima pagina, anche di libri lunghi, anche di tomi che solo a guardarli ti viene il dubbio di poter mai arrivare alla fine, quell’ultima pagina arriva sempre.

E se il libro ti è piaciuto, se ha fatto quello che i libri fanno, se ti ha catturato e rapito, quell’ultima pagina è come un incubo.

E non ci si fa mai l’abitudine. 

A me è successo ancora, con Il Maestro degli Inganni, ultimo libro della trilogia de La Scacchiera Nera, di Miki Monticelli.

Finito di leggere, ora sento solo quel gran vuoto. Un vuoto profondo, come se avessi perso una parte di me in quelle pagine, come se quel libro me ne avesse portato via un pezzetto.

No, in realtà, quasi ogni libro che ho letto custodisce un pezzo di me, come se fossero dei piccoli Horcrux per la mia anima.

Ecco, appunto. 

Il problema ora, come quello di ogni volta, è che faccio fatica a concepire di iniziare un altro libro, e allo stesso tempo sento il bisogno di aprire una nuova storia, di perdere ancora qualcosa di me dentro altre pagine. 

Sì, credo sia una malattia grave. Ma io non ho alcuna intenzione di curarla.

 

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2 pensieri su “Quando arrivi all’ultima pagina di un libro.

  1. ti sembra di tradire qualcosa, qualcuno, o anche solo un paesaggio o un’atmosfera, aprendo un altro libro, vero? E’ come un viaggio quando finisce, triste, anche se ce ne aspetta un altro.

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