Lo stupore e la contentezza.

Credo sia vero che l’uomo non si accontenta mai.

E in un mondo che corre alla velocità della luce, in cui non si fa in tempo a ritenersi soddisfatti di qualcosa che da qualche finestra, virtuale o reale, spunta qualcosa che riteniamo migliore, forse manca la capacità di stupirsi ancora, di amare ciò che ci circonda.

Sì, è una riflessione che viene da qualcosa di strettamente materiale. Perché ieri ho finalmente acquistato un pc nuovo (dopo molto ponderare, ma ora sono decisamente “in love” ♥), e sono uscita dal negozio che sembravo una bambina sotto l’albero di Natale.

Invece, intorno, il piattume. Non so se si dica così, ma le espressioni di chi ha già tutto, e vorrebbe di più, e non trova ancora quel di più.

Mi intristisce chi non riesce a sorridere per delle piccole cose belle, per chi non si stupisce più delle piccole sorprese che la vita ci fa.

E il discorso si allarga.

A chi non si innamora di quel granello di sabbia sulla spiaggia, di quella conchiglia,

di quel raggio di sole che colpisce i capelli della persona che ci è accanto…

Non so se questo discorso sia deprimente, ma alla fin fine non più di tanto. Basta ricominciare a stupirsi. Per tutto.

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