Lo spacciatore di carne

 Non c’è legame più forte del sangue. E il sangue, la carne, nella vita di Edoardo sono molto più che una metafora: sono la materia di cui è fatto il suo passato e quella a cui deve tornare.
Aveva cinque anni, «cinque anni di niente» il giorno in cui ha visto suo padre sgozzare un agnello. Da allora il sangue non ha smesso di scorrere nel mattatoio, «la carne-officina» dove il padre macellaio (un tempo il suo gigante buono, adesso un estraneo) attende con pazienza che prenda la laurea prima di raggiungerlo e mettersi all’opera accanto a lui. Perché quello è il destino che la sorte – una sorte incarnata in famiglia – gli ha assegnato, contro cui Edoardo può al limite provare a ribellarsi nascondendo gli agnellini sotto al suo letto, illudendosi che giocare a proteggerli possa salvarli davvero dal loro futuro segnato, e non semplicemente rimandarlo. Dopotutto rimandare, nascondersi, è quello che fa anche lui: studente fuorisede a Bologna, è lontano da casa da due anni ma ha dato solo un esame, il più facile. Vive in un appartamento di via Zamboni con due ragazzi, in uno spazio a compartimenti stagni, dove l’unico contatto con gli altri è dato dagli odori e dal vuoto lasciato dai coinquilini quando vanno in facoltà. La sua è una vita in stallo, «un presente parcheggiato».
Finché, sul treno per Bologna, incontra Stella. Un faccia bianchissima da bambima, vent’anni sulla pelle e mille negli occhi. Stella è bellissima, misteriosa, bacia e morde con la stessa passione, e Edoardo se ne innamora in un istante. È l’inizio di un rapporto simbiotico, un triangolo travolgente e pericolosissimo che ha come terzo vertice la droga. Per procurarsela (per lui, ma soprattutto per Stella) Edoardo rivende i tagli pregiatissimi di carne che suo padre gli spedisce orgoglioso ogni settimana: la carne in cambio della droga, la droga in cambio di Stella. Ma ciò che inizia nel sangue non può che finire nel sangue.
Quando Edoardo capisce che Stella l’ha abbandonato, quella carne che alimentava il suo legame comincia a trasformarsi in ossessione. In un mondo ormai allucinato dove tutto appare possibile, la carne diventa denaro contante e l’amore diventa incontrollabile follia.

 

Sono pronta. Sono passati tre mesi dalla doppia lettura di questo libro, l’ho metabolizzato, masticato e digerito. E sono pronta a parlarne. 

Non mi è piaciuto.

Oggettivamente è scritto bene, in alcuni punti è Joyce con il suo “flusso di coscienza”, in altri è Kerouac, in altri è Giuliano Sangiorgi che prolunga le sue canzoni.

Ma non c’è musica qui, non c’è un pianoforte che cattura la tua “pancia”, il tuo cuore, la tua voce. Non c’è la chitarra, il basso a distrarti e a colmare quel senso di paura che ti dà la descrizione di una realtà che si avvicina alla tua.

Nel romanzo è tutto parole. Tutta pancia. E a un certo punto confusione, perché non sai bene di cosa si stia parlando, come Edoardo non riesci a distinguere la realtà dai colori dell’illusione.

E forse sono io che mi accontento del grigiore della mia vita reale, ma i colori di Edoardo non mi piacciono, non mi piace la sua fuga, né il suo estraniarsi.

E di conseguenza, non mi piace il libro. Che pur essendo oggettivamente bello e scritto bene, soggettivamente mi ha preso la pancia in un modo spiacevole.

E Giuliano, che parla tanto spesso di pancia, non credo sottovaluterebbe questo aspetto.

In definitiva, è un libro da leggere? Forse. Se il genere noir è nelle proprie corde di lettura.

È un libro che regalerei? Probabilmente no.

Leggerò ancora qualcosa di Giuliano Sangiorgi, se dovesse scrivere ancora? Credo proprio di no.

 

Annunci

Un pensiero su “Lo spacciatore di carne

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...