Bilanci di lettura

Ora che è iniziato il nuovo anno, lo posso dire.

Ho passato troppo tempo a leggere George Martin.

Ho iniziato a leggere i suoi romanzi a Natale del 2011. E ho finito a ottobre dell’anno appena passato.

Ho anche leggiucchiato altro nel frattempo, ad esempio il libro di Sangiorgi, Lo Spacciatore di Carne.

Ma ora, che ho terminato il Maestro e Margherita e mi sono lanciata in quest’avventura della Guida Galattica, lo posso dire: ero abituata all’angoscia, alla violenza, al cinismo, all’affrontare la perdita dei personaggi che avevo imparato ad amare pagina per pagina. E questo alla fine ha pesato.

Perché ora mi trovo a sghignazzare e a leggere conversazioni del tipo: “Devo metterti un pesce nell’orecchio.”

E capisco che mi è mancato. Quindi, forse, il fatto che Martin vada a rilento nella sua scrittura mi permetterà di disintossicarmi di quell’aria cupa e triste (pur trovando i suoi romanzi meravigliosi).

E come ho già detto, questi tempi sono troppo cupi e tristi per aggiungerci anche le letture così.

 

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