Libri che mi sono rimasti dentro:

Mi è venuta così, mentre leggevo delle letture degli altri, mentre chiacchieravo con un’amica.

Ogni libro che ho letto mi ha lasciato qualcosa, ma ce ne sono alcuni che hanno scavato un solco dentro l’anima, e hanno segnato anche il mio modo di essere.

Il primo posto spetta a Il Barone Rampante di Italo Calvino perché è il segno di una ribellione per un motivo stupido (non mangiare le lumache, quante volte da bambini ci siamo impuntati sul non mangiare qualcosa?), che diventa la ribellione contro un sistema, contro un modo di pensare. Anche io volevo andare a vivere su un albero come Cosimo, e poi volevo essere Viola.

E poi, Anna Karenina di Lev Tolstoj a parimerito con Cime Tempestose di Emily Bronte che mostrano come l’amore non sia mai solo rose e fiori, come la passione consumi e bruci, come a volte pensare di amare meno vuol dire amare in modo diverso. In Anna, ho adorato Levin, che nonostante i rifiuti, che nonostante le difficoltà, riesce ad avere una famiglia felice, perché si basa sulla sincerità. In Cime Tempestose, come non amare Heathcliff e allo stesso tempo pensare che, per quanto sarebbe bello avere un amore così ardente, così bruciante, forse porterebbe veramente alla pazzia.

Terzo posto per tutta la saga di Harry Potter di JK Rowling sceglierne uno è troppo difficile. E poi non ha senso, hanno cambiato la mia vita proprio perché sono 7, perché l’hanno attraversata in maniera trasversale, sono stati un punto fisso quando intorno a me molte cose sono crollate.

Un altro parimerito per Piccole Donne di Louisa May Alcott e I Miserabili di Victor Hugo quasi due facce di una stessa epoca in due continenti diversi. Mentre nel primo la guerra è lo sfondo, e la causa di alcuni avvenimenti ma il centro rimane sempre la vita delle donne, quelle piccole donne che crescono in linea (ma non poi tanta) con i canoni dell’epoca. Nel secondo la guerra è profonda, non solo per Parigi, ma nella vita di tutti i protagonisti.

E al quinto posto, non per importanza, ma per ordine di arrivo nella mia vita, ancora parimerito. Oceano Mare di Alessandro Baricco e Espiazione di Ian McEwan. Oceano mare (il titolo doveva farmelo immaginare, ma non ci sono arrivata subito) è un susseguirsi di emozioni profonde, ogni emozione che un uomo può provare: odio, amore, paura, sconfitta, trionfo, attesa, desiderio, si susseguono ininterrottamente, quasi come un flusso, simili a un’onda. E la locanda Almayer è sempre lì, come rifugio, come casa, come focolare. Espiazione invece è angoscia, è timore, è preoccupazione, è la consapevolezza che la vita non è un romanzo, che a volte le cose possono andare male, che tutto l’amore del mondo non basta e se qualcuno ti si mette contro, potresti non esser mai felice.

 

Mi fermo a cinque, per ora, perché mentre scrivo me ne sono venuti in mente altri venti da poter inserire.

Perché io non so mai che rispondere a chi mi chiede “Perché leggi?”

E da ora in poi non mi sforzerò mai più a spiegarlo.

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