Cose da fare: inventare un sogno.

Succede così. Quando sei immerso nella lettura di una saga lunga e complicata, devi anche fare i conti con le tue finanze personali, e con l’esigenza di non leggere 1600 pagine in meno di tre settimane.

E allora? Si cerca qualcos’altro, meno impegnativo, ma altrettanto bello da leggere. Qualcosa di piccolo.

“L’inventore di sogni” di Ian McEwan, sembra proprio fatto per questo.

In fondo, è un libricino piccino. Classificato per ragazzi, ma non credo sia proprio esatto.

Certo, Peter [il protagonista, se così si può dire] è un bambino, un sognatore, uno che i sogni non solo li fa ma li inventa, ci ragiona su, ci pensa.

E io credo che niente meglio di un bambino, pronto a modellare la sua realtà, possa essere l’esempio per quei grandi che hanno dimenticato come si sogna, e perché è necessario farlo.

Ottimo libro-pausa, ottima lettura rilassante, e ottimo McEwan. Uno di quegli scrittori che pian piano ti entrano dentro con la loro scrittura e la loro semplicità. Anche se io ce l’ho ancora con lui per Espiazione.

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